IL CARNIVORO (si è) CONVINTO

Sono sempre stato un carnivoro convinto. E ancor prima una forchetta che vede il cibo come un momento di piacere, come qualcosa che va al di là della semplice necessità di nutrirsi. Sottolineo questa cosa per specificare che nel corso della mia vita ho scelto autonomamente di cosa nutrirmi e ho altrettanto sempre pensato che le opportunità in cucina possano essere molteplici, basta avere la curiosità, la fantasia e il tempo necessari per poi saper sfruttare il tutto. Madre natura e le mie origini hanno contribuito a far sì che io non sia nemmeno molto delicato o schizzinoso, e ritengo questa cosa una grande opportunità per apprezzare diverse pietanze, usi e costumi di ogni paese e cultura. In realtà qualche problema legato al cibo ce l’ho ma non dipende da me, riguarda infatti le allergie alimentari che fin da bambino mi fanno compagnia; sono (praticamente da che abbia ricordi vivi) allergico a noci e nocciole. Questo ha determinato da sempre alcune scelte che obbligatoriamente influiscono in determinate situazioni, mie e di chi è come me, soprattutto quando non mangia tra le mura domestiche. Tuttavia il focus di questo scritto non vuole vertere su quanto e come cambino le abitudini di chi, volente o nolente, deve affrontare veri “problemi” legati al cibo, quanto cosa e come può cambiare percependo delle dinamiche in maniera diversa. All’inizio di questo pezzo ho scritto che “sono sempre stato un carnivoro convinto”.

A questo però voglio aggiungere un’altra caratteristica della mia persona, ovvero l’essere molto sensibile alle vite di tutti gli esseri viventi e alla percezione della sofferenza, tendenzialmente nei confronti degli umani è vero… ma non solo. Non ho mai avuto la necessità e tantomeno mi è mai balenata l’idea di occuparmi in prima persona e con le mie mani dell’approvvigionamento della carne che ho consumato fino a ieri. Fino a ieri perché dal 1° gennaio del 2025 non ho più mangiato carne (e pesce ovviamente), diventando a tutti gli effetti vegetariano. La scelta si è concretizzata esclusivamente perché l’idea di considerare un animale macellabile e consumabile a mio piacimento, alla stregua di una pallina di pizza preparata e cucinata quando più mi comoda, non mi faceva stare più bene. E mi rendo conto che il cambiamento che ho attuato non sta affatto condizionando in negativo le mie abitudini, anzi. Senza carne si può vivere! Questa frase a volte me la ripeto, come se più di sei mesi non fossero ancora sufficienti per credere corrisponda a una verità. Mi sto cimentando in qualcosa che oltre a farmi sentire meglio e più in armonia con me stesso e con la natura, mi fa evitare di stroncare la vita di esseri viventi innocenti e indifesi. Soprattutto quando questi fanno parte di un’industria alimentare che poco ha a che fare con la necessità di alimentarsi. Detto ciò, in ogni caso e in linea con il mio principio di libertà di scelta e d’espressione, non mi sento di criticare chi diversamente da me non vuole o non riesce a fare il passo del quale sto parlando. Quello che posso dire è che l’alternativa c’era, c’è e sempre ci sarà, anche per quelli che credono la carne sia un alimento indispensabile, anche per quelli che sono cresciuti in un contesto sociale e culturale in cui il cibarsi di carne e pesce ha un impatto etico e morale alla stregua di cucinarsi una pasta al pomodoro.

4 Replies to “IL CARNIVORO (si è) CONVINTO”

    1. davide libralato says:

      Grazie Michele, non so chi tu sia ma ti ringrazio del tuo commento e soprattutto del tuo tempo.

  1. Aurora says:

    Io mai avrei pensato tu facessi questo passo, e invece… devo dire che mi hai stupita. Positivamente

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